Se hai un’attività tutta tua ti sarà capitato di dover mandare in stampa delle grafiche promozionali come i biglietti da visita, una brochure, una locandina… e domandarti come preparare correttamente il file da mandare in stampa.
Gli aspetti tecnici da sapere sono tanti ma non tutti necessari.
Oggi vediamo gli accorgimenti principali che devi conoscere per non avere brutte sorprese quando ritirerai i tuoi stampati!

Se utilizzi programmi professionali

Se fai uso di programmi professionali di grafica come Illustrator o inDesign, devi tener conto di cose importanti come i colori, il profilo colore delle immagini e la loro risoluzione, i font, le abbondanze e i crocini…

E se invece utilizzi Canva vai direttamente in fondo al post 😉

Il colore

Quando crei un nuovo documento devi controllare che il profilo colore sia impostato su CMYK, ovvero sulla quadricromia composta da Cyan Magenta Giallo Nero.

CMYK è la sigla di Cyan, Magenta, Yellow, black. È un modello di colore a sintesi sottrattiva, che viene usato nei dispositivi di stampa a colori sia digitali (stampanti, plotter, ecc.) che nelle grandi macchine (stampa offset, rotocalco, ecc.) e consiste materialmente nella miscelazione di sostanze che, riflettendo solo una parte dello spettro luminoso, appaiono di uno specifico colore, quali inchiostri, pigmenti, vernici. In questo caso, il colore riflesso è il risultato della sottrazione dallo spettro luminoso delle frequenze assorbite dallo strato di sostanze opache. La riproduzione del colore in stampa tramite questi quattro inchiostri (ciano, magenta, giallo, nero) è detta stampa in quadricromia.

da Wikipedia

Quando lavori al tuo file presta attenzione che anche i campioni colore che scegli o crei siano sempre in CMYK e che il nero di riempimento di uno sfondo o di un elemento grafico sia composto non solo da 100% di Nero ma anche da una percentuale degli altri colori.
Ti starai chiedendo come mai non è sufficiente mettere 100% Nero: il nero è nero, no?!
In realtà, no! Se vogliamo ottenere un nero bello ricco e pieno dobbiamo aggiungere anche una percentuale degli altri 3 colori, altrimenti risulterà un nero spento risultando quasi un grigio molto scuro.

L’esempio più comune di un nero corretto, è così composto:
Cyan 40%
Magenta 40%
Giallo 40%
Nero 100%

Ecco la differenza di resa dei due neri citati sopra!
A sinistra il 100% Nero e a destra quello con una percentuale degli altri colori.

Per quanto riguarda testi e linee puoi utilizzare anche il Nero al 100% perché, essendo elementi sottili, li percepirai comunque neri senza vedere grosse differenze.

L’altra sigla che ti capiterà di vedere spesso è RGB, cioè Red, Green e Blu.
Sono i 3 colori prodotti dalla luce dei monitor che si sommano fra loro.
Tutti i file creati per essere utilizzati su siti web e social sono impostati con il profilo colore RGB.

L’acronimo RGB è un modello di colori di tipo additivo: come somma dei tre colori Rosso (Red), Verde (Green) e Blu (Blue). […]
La somma dei tre colori costituisce il Bianco, e la loro totale assenza il Nero.

da Wikipedia

Le immagini

Le immagini sono altrettanto importanti.
La regola base è che devono avere una risoluzione alta (i famosi 300 dpi), ma vanno bene anche immagini con una risoluzione più bassa, purché siano immagini di grande formato (soprattutto in pixel) e che non risultino sgranate quando le ingrandite.

Anche qui è buona cosa convertite le immagini in quadricromia, anche se Acrobatil programma che crea e gestisce i file PDF – come vedremo in seguito, elabora il vostro PDF per la stampa convertendo automaticamente tutte le immagini da RGB in CMYK.

Un accorgimento che può esserti molto utile è quello di creare una cartella dove inserire tutte le immagini utilizzate nel tuo file: eviterai di avere un file con “collegamenti mancanti” che daranno problemi in fase di salvataggio PDF. Inoltre, a distanza di tempo, non impazzirai a cercare le foto mancanti per tutto il computer e in millesima cartelle diverse!

I font

Prima di salvare il file in PDF tempo fa si usava convertire tutti i testi in tracciati per non trovarsi nella brutta situazione di vedere i titoli della tua bella locandina stampata trasformati con un anonimo Arial di default, anziché con il font corsivo che hai scelto con tanta cura!

Ora i software che gestiscono i file per la stampa non presentano più questo problema, e possiamo non convertire i font, soprattutto se siamo sicuri che:
– li abbiamo incorporati nel file PDF
– vogliamo mantenerli editabili (anche da Acrobat)
– presentano effetti che andrebbero persi

Nonostante questo in file con 1 o 2 pagine come in un biglietto da visita o in una brochure, tendo sempre a convertire i testi in tracciati: da una parte perché preferisco stare tranquilla 🙂 e dall’altra perché ho testi semplici, brevi e senza effetti e l’operazione è velocissima!
Presta attenzione solo a tornare indietro di un passaggio (ctrl+z) prima di salvare e chiudere il documento, altrimenti perderai il file con i testi “aperti” e quindi moficabili! Oppure savane una copia con i testi in tracciati.

Per convertire i testi in tracciati ogni programma ha la sua funzione apposita: inDesign Testo > Crea Profili (shift+command+O) e in Illustrator Testo > Crea Contorno (shift+command+O).

Quando però il tuo documento presenta molte pagine e ha un testo molto lungo, è difficile convertirlo in tracciati in modo veloce (e servirebbe un plug-in apposito per farlo in un paio di passaggi!), quindi non convertire i testi: Acrobat gestirà i tuoi font nel migliore dei modi!

Margini e abbondanze

Non c’è cosa più brutta che aver immaginato e creato un biglietto da visita col fondo nero e ritrovarselo stampato con un filetto bianco – non voluto – un po’ sopra e un po’ ai lati: true story!
Oppure mettere il testo di un volantino troppo a bordo e rischiare che venga quasi tagliato via – oltre che essere antiestetico! – in fase di finitura e taglio!

I primi tempi in cui ho lavorato come grafica e preparavo file per la stampa, ho fatto entrambi questi errori: ho inserito foto, sfondi e testi senza tener conto dei margini e senza aggiungere abbondanza alla pagina!

I margini sono gli spazi interni che vanno impostati per non mettere i testi troppo a bordo della pagina: io metto non meno di 5 mm a volte anche di più!

Margini interni alla pagina

Le abbondanze invece sono gli spazi esterni al formato della pagina. Servono quando vogliamo posizionare gli elementi grafici in modo che risultino al vivo del foglio stampato: anche qui inserisco solitamente 5 mm, ma vanno benissimo anche 3 mm.
In inDesign e Illustrator trovate questa funzione nelle impostazioni della pagina col nome “Pagina al vivo”.

Abbondanze.
Il riquadro rosa verrà rifilato al vivo, nella dimensione della pagina bianca (f.to A4)

Quando esporti il file ricorda di mettere la spunta per inserire i crocini nell’abbondanza: serviranno allo stampatore in fase di finitura e taglio!
Verifica comunque che, dove fai stampare i tuoi documenti, siano necessari.

Esportazione del PDF

Una volta finito di creare il tuo file, è ora di esportarlo nel formato PDF.
Ecco la descrizione di Wikipedia:

Il Portable Document Format (PDF) è un formato di file basato su un linguaggio di descrizione di pagina sviluppato da Adobe Systems negli anni 1990 per rappresentare documenti di testo e immagini in modo indipendente dall’hardware e dal software utilizzati per generarli o per visualizzarli.

da Wikipedia

In inDesign il comando è File > Esporta o Command+E, in Illustrator invece è File > Salva con nome
Si apre una finestra dove impostare i parametri di salvataggio del file.
Nel pannello Generali nel menu a tendina mantengo [Stampa di alta qualità]
Nel pannello Indicatori e Pagine al vivo metto il flag a Rifili (Illustrator) o Segni di taglio (inDesign) se voglio aggiungere i segni nella posizione del taglio; poi metto il flag a Usa impostazioni pagina la vivo documento in modo tale che il file verrà salvato compreso delle abbondanze impostate all’inizio (e che comprenderanno al suo interno i segni di taglio se previsti).

Parametri di salvataggio di un file PDF

Ora il tuo PDF è pronto per essere mandato in stampa!
Avrai così il file sorgente in inDesign o Illustrator dove hai creato la grafica e lo stesso file in PDF che potrà essere letto da chiunque su qualunque computer o dispositivo, ed essere salvato su programmi di cloud come Google Drive, Dropbox, Evernote…

Se utilizzi Canva!

Se utilizzi Canva nessun problema: qui è tutto più semplice!
Finito di creare la tua grafica puoi salvare il tuo file dal menu a tendina in alto a destra, scegliendo l’opzione Scarica.

Canva

Poi scegli come tipo di file PDF stampa (salverà il file in una qualità più alta) e ricorda di mettere il flag a “Indicatori ritaglio e al vivo” se hai degli elementi grafici che dovranno essere stampati al vivo della pagina.

E anche con Canva ecco pronto il tuo file per la stampa!

Se non utilizzi programmi professionali di grafica ma ti piace creare le tue grafiche con CANVA e ti interessa sapere come utilizzarlo al meglio, sta arrivando un nuovo freebie!
Puoi metterti in lista qui e sarai avvisata non appena sarà disponibile!

Fammi sapere se hai suggerimenti da aggiungere oppure scrivimi le tue domande nei commenti! 🙂

Cristina